Infezioni sessualmente trasmissibili: controlli, cure e partner

Il test fatto troppo presto non dice nulla, il partner fa parte della terapia e la paura può restare dopo il referto: come si procede.

Di questo argomento si parla in studio in due situazioni diverse. La prima: un referto positivo già in mano, con la terapia impostata dal medico, e la necessità di capire che cosa dire al partner e quando riprendere i rapporti. La seconda: nessun esame fatto, un rapporto a rischio di qualche giorno prima e una paura che occupa l'intera giornata. Nel primo caso il lavoro riguarda la relazione, nel secondo riguarda l'attesa.

Diagnosi, prescrizione e controlli spettano al medico: ginecologo, urologo, dermatologo o centro specializzato nelle malattie a trasmissione sessuale. Le schede dei farmaci pubblicate in questa pagina servono a capire una terapia già prescritta, mai a sceglierla.

Il test fatto troppo presto non dice niente

Ogni infezione ha un periodo in cui il contagio c'è ma l'esame risulta ancora negativo. È il motivo per cui un prelievo fatto il giorno dopo un rapporto rassicura senza motivo: su clamidia e gonorrea i tamponi diventano attendibili dopo circa due settimane, sulla sifilide e sull'HIV si ragiona in termini di settimane o mesi, con un controllo di conferma a distanza. Quale esame serve e quando lo stabilisce il medico, in base al tipo di rapporto e alla parte del corpo coinvolta.

Chi ha sintomi evidenti — bruciore alla minzione, secrezioni, vescicole, lesioni, dolore pelvico — non aspetta nessuna finestra: in quel caso la visita viene prima dell'esame.

I quadri che si vedono più spesso

Infezione Come si presenta di solito Su che cosa si basa la terapia prescritta
Clamidia Spesso nessun sintomo; a volte bruciore o perdite Doxiciclina per sette giorni, in alternativa azitromicina in dose unica
Gonorrea Secrezione, bruciore intenso; nelle donne più silenziosa Antibiotico iniettivo in ambulatorio, spesso associato a una seconda molecola
Trichomoniasi Perdite abbondanti, prurito, odore Metronidazolo in compresse, partner compreso
Herpes genitale Vescicole dolorose, bruciore, a volte febbre al primo episodio Aciclovir per bocca; la crema al 5% riguarda il labbro, non i genitali
Malattia infiammatoria pelvica Dolore pelvico, febbre, dolore durante i rapporti Schema con più antibiotici, valutazione urgente
HPV Nessun sintomo oppure condilomi Nessun antibiotico: controlli ginecologici, trattamento delle lesioni, vaccinazione
Sifilide, HIV, epatiti Quadri molto variabili, spesso iniziali muti Percorso specialistico dedicato, con terapie che non passano dalla farmacia di quartiere

Per il dettaglio della singola infezione, dai tempi di incubazione agli schemi di terapia, il portale di urologia e andrologia UrologoMed dedica una sezione alle infezioni sessualmente trasmissibili, con una scheda per clamidia, gonorrea, sifilide, micoplasma, tricomoniasi e HPV.

Due errori frequenti: usare un antibiotico avanzato da una cura precedente, e prendere una penicillina per un sintomo genitale. Molecole come l'amoxicillina non coprono i germi di questi quadri, e una terapia parziale rende il controllo successivo più difficile da leggere. Sull'uso corretto degli antibiotici il portale del Ministero della Salute pubblica le indicazioni nazionali.

Il partner fa parte della terapia, non della conversazione

In clamidia, gonorrea e trichomoniasi curare una persona sola non chiude niente: l'infezione torna indietro al primo rapporto. Il medico indica chi va trattato e in che tempi, in genere i partner degli ultimi mesi. La parte difficile non è medica: è la telefonata.

Quello che funziona, in studio, è preparare la frase prima di farla. Un messaggio breve, con il nome dell'infezione, il periodo da controllare e l'indicazione di rivolgersi a un medico, evita sia il silenzio sia la discussione su chi ha portato cosa. Chi teme una reazione violenta o si trova in una relazione in cui non può parlare liberamente ha un problema diverso e più grave della cura, e di quello si parla prima.

Quando riprendere i rapporti

La regola che il medico ripete è semplice e viene disattesa quasi sempre: si aspetta la fine della terapia di entrambi, non la scomparsa dei sintomi. Nelle dosi uniche si contano i giorni indicati dal prescrittore; nell'herpes si evita il contatto nella fase delle vescicole, sapendo che il virus può trasmettersi anche fuori dagli episodi, motivo per cui il preservativo riduce ma non azzera il rischio.

Chi riprende con il freno tirato, controllando ogni sensazione, spesso si trova poi davanti a una difficoltà che l'infezione non spiega più. È il passaggio in cui una cura conclusa lascia in piedi un problema sessuale, e in quel punto il lavoro cambia strumenti.

Quando la paura resta dopo il referto negativo

Esiste un quadro che vedo con regolarità: esami ripetuti più volte, tutti negativi, e la convinzione che qualcosa sia sfuggito. Ogni prurito diventa una conferma, ogni ricerca online aggiunge una possibilità, il controllo del corpo prende il posto del desiderio. In quella condizione un altro esame non riduce l'ansia per più di due giorni, perché il problema non sta nel risultato.

Si lavora sul meccanismo dell'ansia e del controllo, con lo stesso impianto descritto nella pagina su ansia, attacchi di panico e depressione. Quando invece il rapporto a rischio si ripete nonostante le conseguenze, e la ricerca di incontri occupa tempo e denaro al di là di quello che la persona vorrebbe, il tema è quello della pagina su dipendenza sessuale e comportamento compulsivo.

Dentro una coppia stabile

Una diagnosi arrivata in una relazione lunga pone due questioni insieme: la cura e la fiducia. La prima si risolve in due settimane, la seconda no. Capita anche il contrario di quello che si teme: un'infezione contratta prima della relazione e rimasta silenziosa per anni, che compare in un controllo e viene letta come prova di un tradimento.

In quei colloqui serve una ricostruzione dei tempi fatta con il medico, non con i sospetti, e un lavoro sulla relazione che tiene conto di quello che è stato detto e di come. La pagina sulla terapia di coppia descrive come si imposta quel percorso.

Bruciore e ricorrenze che non sono infezioni trasmesse

Non tutto quello che brucia si prende con un rapporto. Candidosi e cistiti dopo i rapporti hanno un'origine diversa, un decorso diverso e un trattamento diverso: la pagina su candidosi e cistiti ricorrenti le tiene separate da questo gruppo. Quando il dolore durante la penetrazione resta dopo la guarigione, il quadro è quello descritto nella pagina su vaginismo e dolore durante i rapporti: il corpo continua a difendersi da un dolore che non c'è più.

I dati italiani su diffusione, prevenzione e sorveglianza di queste infezioni sono pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità nella sezione dedicata di Epicentro e, in forma divulgativa, su ISSalute.

Domande frequenti

Ha senso fare il test se non ho sintomi?

Sì, e nella clamidia è l'unico modo per accorgersene: in una quota consistente di casi non dà alcun segno. Dopo un rapporto non protetto con un partner di cui non si conosce la situazione, il controllo si fa anche stando bene.

Posso avere rapporti durante la cura?

Si aspetta la fine della terapia di entrambi i partner, non la scomparsa dei sintomi. I giorni esatti li indica il medico che ha prescritto, perché cambiano fra una dose unica e un ciclo di una settimana.

Il preservativo protegge da tutto?

Riduce molto il rischio delle infezioni che passano per i liquidi, meno quello di herpes e HPV, che si trasmettono anche per contatto fra zone di pelle non coperte. Resta la misura più efficace a disposizione, con questo limite dichiarato.

Devo avvisare un partner di un anno fa?

Lo stabilisce il medico in base all'infezione: per alcune il periodo da considerare è di qualche mese, per altre più lungo. In studio si prepara il modo di dirlo, che è la parte su cui le persone si bloccano.

L'herpes genitale si elimina?

Il virus resta nell'organismo e gli episodi possono ripresentarsi, in genere più leggeri del primo. La terapia prescritta dal medico accorcia gli episodi e, in alcuni casi, li previene: su questo la differenza fra una cura al bisogno e una continuativa è decisiva.

«Infezioni sessualmente trasmissibili: controlli, cure e partner»: testo a cura della Dott.ssa Claudia Cardinali, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica. Ultima revisione il .

Le schede dei farmaci