Costi, durata e modalità del percorso

Come viene comunicato l'onorario, che documento si riceve, quando la spesa rientra nella detrazione del 19 per cento e in quante sedute si arriva al progetto.

La domanda sul costo arriva quasi sempre per ultima, dopo aver già raccontato il problema al telefono. Conviene invertire l'ordine. Sapere prima quanto impegna un percorso, in quante sedute si arriva ad avere un progetto in mano, che documento viene rilasciato e quale parte di quella spesa rientra con la dichiarazione dei redditi evita la cosa più frequente e più inutile: interrompere a metà per ragioni che non hanno niente a che fare con la terapia.

L'onorario si chiede al telefono, e conviene farlo subito

L'importo della seduta viene comunicato quando si chiama per fissare il primo appuntamento, insieme alla durata e alla sede. Non compare come listino sul sito perché cambia in base al tipo di intervento: una seduta individuale, un colloquio di coppia e una seduta di EMDR non occupano lo stesso tempo e non richiedono la stessa preparazione fra un incontro e l'altro.

La telefonata in cui si prende l'appuntamento è il momento giusto per chiederlo, non la fine della prima seduta. È una domanda legittima e nessuno la giudica: al 349 8022736 si risponde dal lunedì al venerdì, fra le 08:30 e le 19:30.

Quello che non cambia da studio a studio è tutto il resto: i documenti, le regole fiscali, i tempi di recupero della spesa. È la parte che di solito nessuno spiega, e che pesa sul conto finale più di una differenza di qualche euro sulla singola seduta.

Che documento si riceve, e che cosa deve riportare

Ogni seduta pagata dà diritto a una ricevuta. Non è un dettaglio burocratico: senza quel foglio, con i dati scritti correttamente, la spesa non si porta in dichiarazione e non si presenta a un fondo sanitario integrativo.

Che cosa compare sul documento A cosa serve
Dati e codice fiscale di chi ha sostenuto la spesa È l'intestazione che rende la ricevuta utilizzabile in dichiarazione: se è intestata a un'altra persona, la detrazione la porta quella persona
Descrizione della prestazione sanitaria Qualifica la spesa come sanitaria, categoria in cui rientrano le prestazioni dello psicologo e dello psicoterapeuta
Esenzione IVA per prestazione sanitaria Le prestazioni sanitarie sono esenti da imposta: sull'importo non si aggiunge IVA
Marca da bollo da 2 euro sopra i 77,47 euro Si applica proprio perché il documento è esente IVA; sopra quella soglia è dovuta e viene indicata sulla ricevuta
Data e modalità di pagamento Il metodo con cui si paga decide se la spesa è detraibile o no, e questo è il punto su cui si sbaglia più spesso

La ricevuta va conservata insieme alla prova del pagamento. Le due cose insieme, non una sola, sono quello che serve se la dichiarazione viene controllata.

La detrazione del 19 per cento, con i numeri

Le prestazioni psicologiche e psicoterapiche sono spese sanitarie: rientrano nella detrazione del 19 per cento e non richiedono la prescrizione del medico di base. La detrazione però non si calcola sull'intera somma spesa, e questa è la sorpresa più comune.

Si applica soltanto alla parte che supera una franchigia di 129,11 euro di spese sanitarie nell'anno, tutte sommate: sedute, visite, farmaci, esami. Su mille euro di sedute pagate nel corso dell'anno il calcolo parte quindi da 870,89 euro, e il recupero effettivo si aggira sui 165 euro di imposta in meno. Su trecento euro il conto si riduce a circa trentatré euro, perché la franchigia incide di più quando la spesa complessiva è bassa.

Secondo punto, quello che fa perdere la detrazione a chi aveva tutto in ordine: per le prestazioni rese da un professionista privato il pagamento deve essere tracciabile. Bancomat, carta, bonifico, assegno vanno bene. Il contante no: la ricevuta resta valida come documento, ma quella spesa non entra in dichiarazione. L'eccezione prevista per i pagamenti in contanti riguarda i farmaci, i dispositivi medici e le prestazioni erogate da strutture pubbliche o private accreditate, non lo studio di un libero professionista.

Terzo punto: la detrazione riduce un'imposta, non è un rimborso. Chi non ha imposta da pagare, perché il reddito è basso o esente, non recupera nulla nemmeno avendo conservato ogni ricevuta. Vale la pena saperlo prima di impostare il bilancio di un anno di percorso.

Le prime quattro sedute hanno un limite dichiarato

L'impegno non è a tempo indeterminato e non lo è per caso. In un massimo di quattro sedute vengono completati l'inquadramento e la valutazione del problema; alla fine di quella fase viene presentato il progetto terapeutico, con obiettivi, modalità di intervento e tempi previsti di risoluzione. La decisione se proseguire si prende lì, con quei dati davanti, non il primo giorno al telefono.

Per il bilancio familiare la differenza è concreta: la spesa da mettere in conto all'inizio è quella di un blocco breve e definito, non di un percorso dai contorni aperti. Come si lavora nello studio è descritto per esteso nella pagina dedicata, comprese le prime sedute e il modo in cui si misura il cambiamento.

La coppia paga un appuntamento, non due

Una seduta di coppia è un appuntamento e genera una ricevuta. La domanda vera non è quante prestazioni siano, ma a chi va intestato il documento, perché la detrazione la porta chi ha effettivamente sostenuto la spesa: se paga uno dei due, la ricevuta è intestata a lui e la detrazione è sua. Per un familiare fiscalmente a carico la spesa può essere portata da chi lo ha a carico, sempre con l'intestazione corretta.

Conviene deciderlo all'inizio e non a dicembre, quando le ricevute dell'anno sono già state emesse. La pagina sulla terapia di coppia spiega invece come si lavora quando a venire sono in due, e che cosa succede se uno dei due non vuole.

Disdette, ritardi e sedute non utilizzate

La regola sulle disdette fa parte degli accordi iniziali, insieme agli obiettivi e alla frequenza degli incontri, ed è il momento giusto per chiederla: nella prima seduta, non dopo la prima assenza. Un appuntamento è tempo riservato a una persona sola, e un posto liberato all'ultimo momento in genere non si riassegna.

Arrivare in ritardo non allunga la seduta: l'orario di fine resta quello fissato, perché dopo c'è un altro appuntamento. Nei percorsi di coppia, se uno dei due non si presenta, la seduta si svolge comunque oppure si rinvia, e quale delle due cose accada viene concordato prima, non deciso sul momento in sala d'attesa.

Rimborsi, fondi e contributi: che cosa verificare

Molti fondi sanitari integrativi, casse di categoria e polizze aziendali rimborsano un numero definito di sedute all'anno. Il rimborso si chiede con la ricevuta intestata e, in parecchi casi, con una breve relazione del professionista: è una richiesta legittima e va fatta prima, non a percorso chiuso.

Negli ultimi anni sono stati attivati anche contributi pubblici per le spese di psicoterapia, in modo non continuativo, con requisiti di reddito e finestre di domanda diverse da un provvedimento all'altro. Prima di contare su un rimborso di questo tipo conviene verificare se la misura è aperta in quel momento sul sito dell'INPS o della propria Regione. In ogni caso la ricevuta della prestazione serve: senza quella nessuna delle due strade è percorribile.

Tre sedi, giorni diversi

L'attività clinica si svolge nello studio di Terni, in Viale Trieste 70, al CMS di Spoleto e all'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma. Il criterio di lavoro è lo stesso in tutte e tre, cambiano i giorni di presenza e il modo in cui si prenota: anche questo si chiede nella telefonata iniziale. Per lo studio di Terni, la pagina con mappa e indicazioni stradali riporta come arrivare.

Domande frequenti

Serve la ricetta del medico per detrarre le sedute?

No. Le prestazioni dello psicologo e dello psicoterapeuta sono spese sanitarie detraibili anche senza prescrizione. Servono la ricevuta intestata con il codice fiscale e la prova di un pagamento tracciabile.

Posso pagare in contanti?

Si può, ma quella spesa non è detraibile. Per le prestazioni rese da un professionista privato la detrazione richiede un pagamento tracciabile: bancomat, carta, bonifico o assegno.

Quanto si recupera davvero in dichiarazione?

Il 19 per cento della parte che supera 129,11 euro di spese sanitarie nell'anno. Su mille euro di sedute sono circa 165 euro di imposta in meno; su importi piccoli il recupero è molto più contenuto, perché la franchigia pesa di più.

Una seduta di coppia conta come due prestazioni?

No, è un appuntamento con una ricevuta. Conta invece a chi è intestata: la detrazione la porta chi ha sostenuto la spesa, e questo si decide all'inizio del percorso.

Dopo quante sedute si sa quanto durerà il percorso?

Al massimo quattro. Entro quelle sedute vengono completati inquadramento e valutazione e viene presentato il progetto terapeutico con obiettivi, modalità e tempi previsti.

Serve l'impegnativa per prendere il primo appuntamento?

No. Lo studio è un'attività libero professionale: l'appuntamento si fissa direttamente per telefono, senza richiesta del medico di base.

«Costi, durata e modalità del percorso»: testo a cura della Dott.ssa Claudia Cardinali, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica. Ultima revisione il .