Anorgasmia: come si valuta e come si tratta

Primaria o comparsa a un certo punto, solo in coppia o sempre: le distinzioni che orientano il percorso, e che cosa va escluso prima.

Chi arriva in studio per questo motivo ha quasi sempre già provato a risolverlo come se fosse una questione di abilità: posizioni diverse, più tempo, un partner diverso, qualche acquisto. Il punto è che l'orgasmo non si ottiene aumentando l'impegno, perché richiede esattamente la cosa opposta, e tutto il lavoro parte da lì.

C'è sempre stata o è comparsa a un certo punto

È la prima biforcazione e cambia completamente il percorso. Nell'anorgasmia primaria l'orgasmo non è mai stato raggiunto, in nessuna condizione: qui la parte informativa e l'autoconoscenza pesano più di tutto il resto. Nella forma secondaria c'era e si è interrotto, e allora si cerca che cosa è cambiato in quel periodo — un farmaco iniziato, un parto, una menopausa, un intervento, un lutto, una crisi nella relazione, un rapporto doloroso.

Nella forma secondaria la domanda utile non è «che cosa ho io», ma «che cosa è successo intorno a quel momento». Una risposta precisa su quel punto accorcia il percorso di settimane.

In ogni situazione o soltanto in coppia

La seconda distinzione è altrettanto operativa. Chi raggiunge l'orgasmo in solitudine e non con il partner ha un corpo che funziona e un problema che si colloca nella relazione, nell'attesa o nel tipo di stimolazione che avviene in coppia. Non è un difetto da nascondere e non è una mezza soluzione: è l'informazione clinica più utile che si possa portare al primo colloquio.

Quando invece non arriva in nessuna condizione, il lavoro parte dalla conoscenza del proprio corpo e della propria risposta, prima di coinvolgere chiunque altro.

Quadro Che cosa indica Da dove si parte
Non è mai arrivato, in nessuna condizione Forma primaria: pesano l'informazione e la conoscenza del proprio corpo Programma di autoesplorazione graduale
C'era e si è interrotto Forma secondaria: qualcosa è cambiato in quel periodo Farmaci iniziati, eventi, parto, menopausa, relazione
Arriva da sola ma non in coppia Forma situazionale: il meccanismo funziona Tipo di stimolazione in coppia e attesa durante il rapporto
Comparsa poche settimane dopo un nuovo farmaco Causa farmacologica probabile Colloquio con il medico che ha prescritto la terapia
Insieme a dolore durante i rapporti Il dolore viene prima e mantiene il resto Valutazione del dolore, poi tutto il resto

Che cosa chiede l'orgasmo per arrivare

Serve un passaggio in cui il controllo si allenta per qualche secondo. Chi durante il rapporto si osserva dall'esterno — controlla a che punto è, se sta mettendo troppo tempo, se l'altro si sta annoiando, se stavolta ci arriva — resta fuori dalla scena mentre la scena accade. È lo stesso meccanismo che sostiene l'ansia da prestazione, con il bersaglio spostato.

Da qui la paradossalità dell'impegno: più si prova a ottenere l'orgasmo, più l'attenzione va al monitoraggio, e meno ne resta per le sensazioni che lo producono. L'indicazione iniziale, in molti percorsi, è togliere l'orgasmo dagli obiettivi per un periodo definito.

L'anatomia che nessuno ha spiegato

Una parte considerevole delle richieste nasce da un'informazione mancante, non da una disfunzione. Per la maggioranza delle donne la penetrazione da sola non porta all'orgasmo, e questo non costituisce un'anomalia: la stimolazione clitoridea resta determinante, direttamente o indirettamente, anche durante il rapporto. Chi è cresciuta con l'idea che l'orgasmo debba arrivare dalla sola penetrazione misura il proprio corpo su un criterio che non corrisponde alla fisiologia e conclude di essere difettosa.

La definizione di salute sessuale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità comprende il piacere e l'assenza di coercizione, non il raggiungimento di una prestazione. È una cornice che in questi percorsi serve a riportare il problema alle sue dimensioni reali.

I farmaci che la provocano

Prima di cercare cause psicologiche conviene guardare la lista dei farmaci in corso. Gli antidepressivi SSRI e SNRI sono la causa farmacologica più frequente di anorgasmia acquisita, e l'effetto è dose-dipendente; compaiono nello stesso elenco alcuni antipsicotici e, in una parte delle donne, i contraccettivi ormonali. L'anorgasmia comparsa entro poche settimane dall'inizio di una terapia ha quasi sempre quella spiegazione.

Una terapia antidepressiva non si sospende da soli, nemmeno per questo motivo: la sospensione autonoma espone a ricadute e a sintomi da interruzione. La questione si porta al medico che l'ha prescritta, che può valutare dose, tempi o molecola.

L'autoesplorazione guidata, e perché è il protocollo più studiato

Per l'anorgasmia primaria l'intervento con le prove di efficacia più solide è un programma di autoesplorazione graduale, formalizzato negli anni Settanta da LoPiccolo e Lobitz e da allora usato con poche modifiche. Procede per passi: osservazione e conoscenza anatomica, esplorazione tattile senza obiettivo, riconoscimento delle sensazioni che aumentano l'eccitazione, aumento progressivo della stimolazione, e solo in seguito trasferimento al rapporto con il partner.

La logica dei passi non è prudenza: ogni fase serve a far accumulare eccitazione senza che il risultato venga richiesto, perché è la richiesta a bloccare il meccanismo. Il programma si svolge a casa, con una verifica in seduta, e procede al ritmo della persona.

L'orgasmo simulato come fattore di mantenimento

È una delle cose che più spesso tengono in piedi il problema per anni, e quasi mai compare nelle prime righe del racconto. Simulare chiude la questione nel breve: evita la domanda, protegge il partner, fa finire la serata senza spiegazioni. Nel medio produce due conseguenze precise. L'altro riceve l'informazione che quello che sta facendo funziona, quindi continua a farlo; e la persona si trova a dover sostenere nel tempo una versione da cui è difficile tornare indietro senza che sembri un'accusa.

Uscirne richiede una conversazione preparata, non improvvisata nel mezzo di un rapporto. È uno dei punti su cui si lavora direttamente in seduta, ed è anche il motivo per cui in parecchi casi conviene coinvolgere il partner nel percorso.

Negli uomini esiste, con un altro nome

La difficoltà a raggiungere l'orgasmo riguarda anche gli uomini, dove viene chiamata eiaculazione ritardata o anorgasmia maschile, e soffre dello stesso pregiudizio al rovescio: viene considerata un vantaggio fino a quando non diventa un problema. Le cause si sovrappongono — farmaci, controllo eccessivo, uno schema di stimolazione in solitudine difficile da riprodurre in coppia. La pagina su eiaculazione precoce e ritardata descrive come si valuta e come si lavora in quei casi.

Come si imposta il percorso

Il primo blocco serve a stabilire quale delle forme è in gioco, che cosa va escluso sul piano medico e farmacologico, e quali condizioni sono associate alle risposte già presenti. Da lì si costruisce il programma, con il partner coinvolto quando la relazione c'è e quando la forma è situazionale. Se dietro l'inibizione c'è un'esperienza sessuale subita o un ricordo che continua a riattivarsi, si interviene prima su quello con l'EMDR.

Obiettivi, modalità e tempi vengono presentati entro le prime quattro sedute; la pagina su costi, durata e modalità del percorso spiega come funziona quella fase. Quando il quadro comprende anche dolore o chiusura, si lavora insieme sulla parte descritta nella pagina su vaginismo e dolore durante i rapporti.

Domande frequenti

Se ci arrivo da sola ma non con il partner, è comunque anorgasmia?

Si parla di forma situazionale, e prognosticamente è la condizione più favorevole: il meccanismo funziona e il lavoro riguarda il contesto di coppia e il tipo di stimolazione, non la risposta fisica.

Dipende dal partner o da me?

Quasi sempre da come funziona quella combinazione, non da un difetto di uno dei due. La domanda utile è in quali condizioni la risposta è comparsa almeno una volta, perché indica che cosa ricreare.

Può essere colpa della pillola?

In una parte delle donne i contraccettivi ormonali riducono desiderio e risposta orgasmica. Se l'anorgasmia è comparsa nelle settimane successive all'inizio, vale la pena parlarne con il ginecologo prima di cercare altro.

Quante sedute servono?

Dipende dalla forma: le situazionali si risolvono in genere in tempi più brevi delle primarie. Entro le prime quattro sedute vengono definiti obiettivi e tempi previsti, quindi la stima non resta sospesa.

È un problema fisico?

Nella maggior parte dei casi no, ma alcune condizioni vanno escluse: patologie neurologiche, interventi pelvici, menopausa con secchezza e dolore, e soprattutto i farmaci in corso. L'accertamento è del medico, e si fa all'inizio.

«Anorgasmia: come si valuta e come si tratta»: testo a cura della Dott.ssa Claudia Cardinali, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica. Ultima revisione il .