Disfunzioni sessuali da farmaci: riconoscerle e parlarne

La cronologia è il dato che orienta: quando il disturbo è comparso, quali classi lo provocano più spesso e come si prepara il colloquio con il medico.

Una domanda ricorrente in studio suona così: «è cominciato quando ho iniziato quella pastiglia, può essere colpa sua?». Spesso la risposta è sì, e quasi sempre nessuno l'aveva detto al momento della prescrizione. Molti farmaci di uso quotidiano toccano desiderio, erezione, lubrificazione o orgasmo, e la persona che li assume lo scopre da sola, mesi dopo.

Questa pagina serve a riconoscere il caso e a portarlo al medico nel modo giusto. Nessuna terapia si sospende e nessuna dose si cambia per quello che si legge in un sito: interrompere un antipertensivo, un antidepressivo o un antiaritmico da soli espone a un rischio molto più grande del problema sessuale che si vorrebbe risolvere.

Il dato che orienta è la cronologia

Il sospetto diventa concreto quando tre elementi coincidono: il disturbo è comparso entro poche settimane dall'inizio del farmaco, prima non c'era, e non si accompagna ad altri cambiamenti evidenti nella vita o nella relazione. Se la difficoltà esisteva già e il farmaco l'ha peggiorata, il ragionamento resta valido ma il peso si divide.

Al colloquio con il medico conviene arrivare con una pagina scritta: nome e dose di ogni farmaco, la data di inizio, il mese in cui il disturbo è comparso, i casi in cui la risposta sessuale è rimasta normale. Su quei dati una terapia si può cambiare in sicurezza; su un «non funziona più niente» no.

Le classi che compaiono più spesso

Classe Che cosa viene riferito Nota
Antidepressivi serotoninergici Orgasmo ritardato o assente, desiderio ridotto Fra gli effetti più frequenti; il medico può valutare dose, tempi o un'altra molecola
Diuretici, per esempio la furosemide Erezioni meno valide, desiderio in calo Effetto noto della classe, non motivo per saltare le dosi
Betabloccanti e altri antipertensivi Difficoltà erettile, stanchezza Spesso esistono alternative dentro la stessa indicazione
Finasteride a 1 mg Calo del desiderio, difficoltà erettile, meno liquido seminale Riguarda una minoranza di chi la usa, ma va messa in conto prima di cominciare
Antipsicotici e alcuni antiemetici Desiderio ridotto, disturbi dell'orgasmo, galattorrea Legati all'aumento della prolattina: il medico può dosarla
Contraccettivi ormonali Desiderio ridotto, secchezza, dolore ai rapporti Va valutato con il ginecologo, non interrotto all'improvviso
Terapie ormonali oncologiche Calo marcato del desiderio, secchezza, dolore Effetto atteso della cura: il lavoro riguarda come conviverci
Nitrati per l'angina Nessun effetto diretto, ma un'incompatibilità assoluta Con i farmaci per l'erezione la combinazione è vietata, senza eccezioni

Le informazioni autorizzate su ogni molecola, effetti indesiderati compresi, stanno nella banca dati dei farmaci dell'AIFA, che pubblica i foglietti illustrativi aggiornati.

Nitrati e farmaci per l'erezione: l'unica combinazione da non tentare

Chi assume nitroglicerina sublinguale, cerotti o isosorbide per l'angina non può prendere sildenafil, tadalafil o vardenafil in nessuna forma, nemmeno il gel comprato fuori dai canali autorizzati. L'associazione provoca un crollo pressorio che si gestisce in ospedale. Vale anche al contrario: chi ha preso un farmaco per l'erezione e nelle ore successive ha un dolore toracico deve dirlo a chi lo soccorre, perché cambia il trattamento che gli verrà somministrato.

È il motivo per cui la scheda dei nitrati riporta le ore di distanza previste per ciascuna molecola, e per cui la pagina sulla disfunzione erettile parte sempre dall'elenco delle terapie in corso.

Capelli: la decisione che conviene prendere informati

Il caso della finasteride merita un paragrafo a parte, perché riguarda uomini giovani che stanno bene e scelgono una terapia estetica. Una quota riferisce calo del desiderio o difficoltà erettile durante l'assunzione; in una parte dei casi i disturbi persistono dopo la sospensione, e la discussione scientifica su questo punto è ancora aperta. Chi sta valutando il trattamento ha diritto a saperlo prima, non dopo.

L'alternativa topica esiste e lavora su un meccanismo diverso: il minoxidil agisce localmente sul bulbo e non interferisce con gli ormoni, con un'efficacia diversa e un diverso profilo di effetti. La scelta spetta al dermatologo; quello che porto in studio è la parte successiva, quando il disturbo è comparso e la persona non sa se sospendere.

Quando il farmaco è l'occasione e non la causa

Succede anche questo. Un uomo legge il foglietto illustrativo, trova l'effetto sessuale fra quelli possibili, e dal rapporto successivo comincia a controllare se sta accadendo. Il controllo basta a produrre l'episodio, l'episodio conferma il sospetto, e dopo tre settimane il quadro è quello dell'ansia da prestazione, con una causa farmacologica che pesa molto meno di quanto sembri.

Il dato che separa i due casi è lo stesso che si usa sempre: se la risposta compare in solitudine o al risveglio, il meccanismo fisico funziona. Se il calo è uniforme, costante e presente in ogni condizione, l'ipotesi farmacologica diventa più solida, e in quel caso la pagina sul calo del desiderio descrive che cosa si valuta prima.

Come si lavora, in pratica

Il percorso in studio ha tre compiti. Il primo è distinguere la parte farmacologica da quella relazionale e dall'ansia, perché convivono quasi sempre. Il secondo è preparare il colloquio con il medico prescrittore, con i dati in ordine e una richiesta precisa: valutare un'alternativa, non sospendere. Il terzo riguarda il periodo di attesa, che in un cambio di terapia dura settimane: in quelle settimane la coppia può continuare a funzionare, a condizione di non ridurre tutto alla prestazione che manca.

Quando la terapia non si può cambiare — e capita, in cardiologia come in oncologia — il lavoro cambia obiettivo: si costruisce una sessualità che tiene conto del limite, invece di misurarsi ogni volta su quello che il farmaco ha tolto. La pagina su costi, durata e modalità del percorso spiega come si imposta questa fase.

Domande frequenti

Posso sospendere il farmaco per qualche giorno e vedere se migliora?

No, e per alcune classi è pericoloso: antipertensivi, antidepressivi e antiaritmici non si interrompono né si saltano. La verifica si fa con il medico, che conosce i tempi di sospensione sicuri e le alternative disponibili.

Quanto tempo passa prima di tornare come prima?

Dipende dalla molecola e dal motivo per cui era stata prescritta. In molti cambi di terapia si ragiona su alcune settimane; nei casi in cui il disturbo persiste si valuta se è rimasta una componente d'ansia, che a quel punto si tratta per conto suo.

Se prendo nitrati posso usare un farmaco per l'erezione a dose bassa?

No. Non esiste una dose bassa accettabile né un intervallo sicuro deciso in autonomia: la controindicazione è assoluta. Le alternative per chi assume nitrati esistono e le valuta il cardiologo insieme all'urologo.

La finasteride lascia danni permanenti?

Nella maggior parte dei casi i disturbi compaiono durante l'assunzione e regrediscono alla sospensione. Esistono segnalazioni di sintomi persistenti e la questione è oggetto di studio: chi sta decidendo se iniziare deve conoscere questo dato in anticipo.

Il medico ha detto che non c'entra il farmaco, ma io sono convinto del contrario.

Allora servono dati, non convinzioni: date di inizio, andamento mese per mese, condizioni in cui la risposta c'è ancora. Con quel quadro una seconda valutazione diventa una discussione clinica, e in parallelo si può lavorare sulla parte che dipende dall'attesa.

«Disfunzioni sessuali da farmaci: riconoscerle e parlarne»: testo a cura della Dott.ssa Claudia Cardinali, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica. Ultima revisione il .

Le schede dei farmaci