Disfunzione erettile: come si valuta e come si tratta

Quando la difficoltà di erezione diventa persistente servono un inquadramento medico e un lavoro sui fattori che la mantengono.

Molti uomini arrivano in studio dopo mesi passati a evitare le occasioni. La sera in cui l'erezione è mancata la prima volta la ricordano con precisione, e da allora ogni rapporto è diventato una verifica.

Un episodio isolato non è una disfunzione

Un'erezione che non arriva, o che si perde a metà del rapporto, è un'esperienza che quasi tutti gli uomini fanno almeno una volta. Da sola non significa niente. Stanchezza, due bicchieri in più, una discussione del pomeriggio, un partner nuovo: l'erezione dipende da un sistema vascolare e nervoso che risponde al contesto, e il contesto a volte dice no. Si parla di disfunzione erettile quando la difficoltà a ottenere o mantenere un'erezione adeguata al rapporto è persistente o ricorrente per diversi mesi e porta con sé disagio. Il criterio non è il singolo insuccesso, ma la stabilità del quadro.

La prima domanda: il corpo o l'attesa?

Le forme sono organiche, psicogene o, nella maggior parte dei casi, miste: una componente fisica iniziale e una reazione ansiosa che si costruisce sopra. Nel primo colloquio raccolgo i dati che orientano il sospetto.

Elemento Orienta verso una componente organica Orienta verso una componente psicogena
Esordio Graduale, nell'arco di mesi o anni Improvviso, riconducibile a un periodo o a un evento preciso
Erezioni notturne e al risveglio Ridotte o assenti Presenti e valide
Circostanze La difficoltà è costante in ogni situazione Selettiva: compare con un partner e non con un altro, o manca nell'autoerotismo

Sono indizi, non una diagnosi. Un uomo con una glicemia alterata può avere anche una forte ansia da prestazione, e trattare una sola delle due cose lascia il problema in piedi.

Gli accertamenti che spettano al medico

Prima o insieme al lavoro psicologico chiedo quasi sempre un passaggio dal medico di medicina generale o dall'andrologo: pressione arteriosa, glicemia, profilo lipidico, dosaggio del testosterone, più quello che il clinico ritiene opportuno. Non è una formalità. Come ricorda la scheda dell'Istituto Superiore di Sanità sulla disfunzione erettile e i suoi fattori di rischio, la difficoltà di erezione può essere un segnale precoce di condizioni cardiovascolari e metaboliche. I vasi del pene hanno calibro piccolo e risentono per primi di un'alterazione dell'endotelio, perciò il sintomo sessuale arriva talvolta prima di qualunque segnale cardiologico. Quali esami servano a ciascun livello, dal profilo metabolico fino all'ecocolordoppler penieno dinamico, è descritto nella scheda urologica sulla disfunzione erettile, che copre la parte clinica del percorso, quella che non mi compete.

Che cosa tiene in piedi il problema

Il meccanismo che mantiene la disfunzione è quasi sempre diverso da quello che l'ha innescata, e in studio lavoriamo soprattutto su questo.

  • Ansia da prestazione: il rapporto diventa un esame. L'attivazione adrenergica che accompagna la paura di fallire agisce in direzione opposta alla risposta erettile.
  • Spectatoring: l'uomo si osserva dall'esterno mentre fa sesso e controlla lo stato della propria erezione invece di stare nelle sensazioni. L'attenzione spostata sul monitoraggio blocca il riflesso.
  • Evitamento: andare a letto più tardi del partner, lasciar cadere le avances. Riduce l'ansia nell'immediato e consolida il problema.
  • Conflitto di coppia: risentimenti non detti, una comunicazione sessuale mai avvenuta.
  • Uso abituale di pornografia: copioni e ritmi che un rapporto reale non riproduce possono spostare l'autoerotismo su modalità difficili da trasferire nella coppia.
  • Alcol e sostanze: effetto diretto sulla vasodilatazione, oltre a quello sul desiderio.
  • Disturbi del sonno: insonnia cronica e apnee notturne peggiorano l'assetto ormonale e le erezioni spontanee.

Come si procede nel percorso in studio

Il mio modello di lavoro è centrato sul problema «qui e ora». In un massimo di quattro sedute facciamo l'inquadramento e la valutazione della difficoltà e definiamo il progetto terapeutico: obiettivi, modalità di intervento, tempi di risoluzione. Lei sa quindi fin dall'inizio su che cosa stiamo lavorando. Come ho detto nell'intervista a TerniToday del 16 marzo 2026, «il percorso verso la soluzione e/o guarigione deve essere "sartoriale", vale a dire costruito ad hoc e su misura per il soggetto, in base alla sua storia, alle risorse e ai suoi bisogni».

Quando c'è una relazione stabile invito il partner a partecipare, almeno per alcune sedute: la lettura che il partner dà del sintomo pesa sul suo mantenimento. Se il quadro mostra una difficoltà più ampia della coppia, il lavoro può proseguire come percorso di terapia di coppia.

Gli strumenti che uso più spesso sono gli esercizi di focalizzazione sensoriale, da svolgere a casa in sequenza graduata e, nelle prime fasi, senza penetrazione: togliono il rapporto dalla logica della prestazione e riportano l'attenzione sul piacere tattile. A questi si aggiunge il lavoro sull'ansia e sulle convinzioni rigide riguardo alla virilità. Se nella storia emerge un'esperienza traumatica, un abuso, un episodio umiliante, utilizzo l'EMDR, metodo riconosciuto per l'elaborazione dei ricordi traumatici, per il quale ho una formazione di primo e secondo livello. Non è raro che la difficoltà erettile si presenti insieme a un disturbo dell'eiaculazione: in quel caso valutiamo anche il trattamento dell'eiaculazione precoce. Gli altri percorsi sono descritti nell'elenco delle terapie e dei trattamenti dello studio, mentre il mio profilo professionale e la mia formazione hanno una pagina dedicata.

Farmaci inibitori della PDE5 e psicoterapia non fanno la stessa cosa

Gli inibitori della PDE5 facilitano la risposta vascolare del pene in presenza di stimolazione sessuale. La prescrizione spetta al medico, che valuta la pressione, i farmaci già in uso e le condizioni cardiologiche. Quello che non fanno è toccare i fattori che bloccano l'erezione: l'ansia resta, lo spectatoring resta, il conflitto di coppia resta. Molti uomini li usano per anni restando convinti di non poterne fare a meno. Nella pratica clinica i due piani convivono bene: il farmaco interrompe la sequenza di insuccessi e riduce la paura, la terapia lavora sul meccanismo che l'aveva prodotta. Sui principi attivi può consultare la scheda del sildenafil generico e quella del tadalafil generico, tenendo presente che nessuna lettura sostituisce una visita.

Dove e quando ricevo

Lo studio è in Viale Trieste 70 a Terni e riceve su appuntamento dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:30; sabato e domenica è chiuso. Svolgo attività clinica anche a Spoleto, presso il CMS, e a Roma, presso l'Istituto di Sessuologia Clinica. Per un primo colloquio può telefonare al 349 8022736 o usare i riferimenti della pagina contatti.

Domande frequenti

Ho poco più di vent'anni: alla mia età può essere disfunzione erettile?

Sì, la difficoltà di erezione si presenta anche in età giovanile, e in questa fascia la componente ansiosa è di solito quella prevalente. Questo non autorizza a saltare il controllo medico, che resta utile anche a vent'anni. Nel colloquio di valutazione ricostruiamo come è iniziata e in quali situazioni compare.

Devo venire al primo colloquio con la mia partner?

No, il primo colloquio può farlo da solo. Se durante la valutazione emerge che la presenza del partner è utile, le propongo di coinvolgerlo nelle sedute successive, con il suo accordo. Diversi uomini preferiscono partire da soli e inserire il partner più avanti.

Quanto durerà il percorso?

Non è possibile dirlo prima del colloquio e non le darò un numero di sedute deciso a tavolino. I tempi di risoluzione fanno parte del progetto terapeutico che definiamo entro le prime quattro sedute, insieme agli obiettivi e alle modalità di intervento.

Posso essere seguito a Spoleto o a Roma invece che a Terni?

Sì. Oltre allo studio di Viale Trieste a Terni svolgo attività clinica a Spoleto, presso il CMS, e a Roma, presso l'Istituto di Sessuologia Clinica. Quando richiede l'appuntamento può indicare la sede che le è più comoda.

Serve l'impegnativa del medico per prenotare una seduta?

No. Lavoro come libera professionista e l'appuntamento si fissa direttamente per telefono. Gli esami e l'eventuale visita andrologica li richiede comunque il medico, in parallelo al percorso: se ha già dei referti può portarli in seduta.

«Disfunzione erettile: come si valuta e come si tratta»: testo a cura della Dott.ssa Claudia Cardinali, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica. Ultima revisione il .

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