• Soggetto a prescrizione medica
  • Principio attivo: sulfametoxazolo + trimetoprim

Bactrim compresse: a cosa serve, dosi e avvertenze

Cotrimossazolo in compresse: le infezioni su cui resta efficace, le dosi, le interazioni da conoscere e i segnali che impongono di sospendere.

Bactrim compresse: a cosa serve, dosi e avvertenze

La scheda in breve

Principio attivosulfametoxazolo + trimetoprim
Forma farmaceuticaCompresse e sciroppo
Dosaggi in Italia400/80 mg e 800/160 mg (forte)
In commercio comeBactrim e Bactrim forte
DispensazioneSoggetto a prescrizione medica
Classe di rimborsoFascia A
AutorizzazioneAutorizzato in Italia

Il cotrimossazolo è in commercio da oltre cinquant'anni e continua a comparire nelle ricette per motivi precisi, non per abitudine. Chi cerca «bactrim compresse prezzo» vuole in genere due cose: sapere quanto incide sul portafoglio e capire se questo antibiotico c'entra con il suo problema. Sulla prima: è in fascia A, quindi a carico del Servizio sanitario con l'eventuale ticket regionale. La seconda richiede qualche riga, perché qui non si parla di un antibiotico generico «da infezione», ma di una coppia di molecole con bersagli stretti e con un elenco di avvertenze più lungo della media.

Due molecole, la stessa catena bloccata in due punti

Una compressa da 960 mg contiene sulfametossazolo 800 mg e trimetoprim 160 mg: è la grammatura che i fogli illustrativi italiani chiamano «forte». Il sulfametossazolo blocca la diidropteroato sintetasi, il trimetoprim la diidrofolato reduttasi, cioè due passaggi consecutivi della sintesi dell'acido folico batterico. Fermare la stessa via in due punti rende l'effetto battericida dove ciascuna molecola, da sola, sarebbe soltanto batteriostatica.

Le nostre cellule prendono i folati dalla dieta e non usano quella via, ma il trimetoprim ha una certa affinità anche per l'enzima umano: da lì arrivano gli effetti sul midollo e il capitolo acido folico, che torna più avanti. In farmacia esistono anche compresse da 480 mg e lo sciroppo pediatrico; qui è questa scheda si concentra sulla grammatura da 960 mg.

A cosa serve il cotrimossazolo oggi

  • Cistite e altre infezioni urinarie non complicate, quando l'urinocoltura mostra un germe sensibile.
  • Prostatite batterica: penetra bene nel tessuto prostatico, con cicli lunghi.
  • Riacutizzazioni batteriche di bronchite cronica, otite media, sinusite, come alternativa quando le prime scelte non sono utilizzabili.
  • Infezioni di pelle e tessuti molli da stafilococco, compresi diversi ceppi meticillino-resistenti acquisiti in comunità.
  • Polmonite da Pneumocystis jirovecii e toxoplasmosi nei pazienti immunocompromessi, in terapia e in profilassi: qui il cotrimossazolo è il farmaco di riferimento, non un ripiego. Le dosi della polmonite da Pneumocystis si calcolano sul peso e non hanno nulla a che vedere con la compressa due volte al giorno.
  • Nicchie come nocardiosi, shigellosi, infezioni da Stenotrophomonas maltophilia, dove le alternative sono poche.

Su virus e funghi non ha alcun effetto: un'influenza non lo richiede e una candidosi vaginale si tratta con un antimicotico come il fluconazolo, non con un antibatterico.

Prima della ricetta viene l'urinocoltura

Quando questa associazione arrivò sul mercato copriva la gran parte dei ceppi di Escherichia coli. Oggi, in molte aree italiane, la quota di ceppi resistenti è abbastanza alta da escluderla dalla terapia empirica della cistite: si usa quando l'antibiogramma dice che funziona. Anche l'Istituto superiore di sanità, nella sua scheda sulla cistite, raccomanda l'antibiogramma nelle infezioni che si ripetono. Il ragionamento si ribalta rispetto all'abitudine: non è il sintomo a scegliere l'antibiotico, è il laboratorio.

C'è però un risvolto meno noto, e meno pessimistico. Le resistenze si spostano, e molecole messe in disparte per decenni tornano utili: il cotrimossazolo nelle infezioni cutanee da stafilococco è uno di questi rientri. Il repertorio di antibiotici utilizzabili non è una riserva fissa che si esaurisce, è una mappa; solo che si ridisegna molto più lentamente di quanto si consumino le prescrizioni. I dati italiani e il piano nazionale stanno sul portale del Ministero della Salute sull'antibiotico-resistenza.

Posologia, durata e acqua

  1. Adulti: una compressa da 960 mg ogni 12 ore, a intervalli regolari, meglio dopo il pasto e con un bicchiere pieno d'acqua.
  2. Nelle cistiti non complicate della donna i cicli sono brevi, spesso tre giorni. Nelle altre indicazioni si prosegue di norma per almeno cinque giorni e comunque due giorni oltre la scomparsa dei sintomi.
  3. La profilassi nei pazienti immunocompromessi segue schemi diversi — una compressa al giorno, oppure tre giorni a settimana — e dura mesi o anni: la stabilisce lo specialista e non si interrompe di propria iniziativa.
  4. Con funzione renale ridotta la dose si dimezza nella fascia intermedia di filtrato e il farmaco non è indicato quando il filtrato è molto basso. Serve un valore di creatinina recente, non una stima a memoria.
  5. Dose dimenticata: la si prende appena possibile, mai due insieme. Se si salta un'intera giornata, lo riferisca al medico invece di raddoppiare il giorno dopo.

L'acqua non è un consiglio di cortesia. I sulfamidici possono cristallizzare nelle urine concentrate, e la cristalluria è il motivo per cui durante il ciclo si beve di più: circa un litro e mezzo o due al giorno, salvo limitazioni mediche. Gli anziani e chi beve poco sono i più esposti, perché alla scarsa diuresi si somma il calo fisiologico della funzione renale legato all'età.

L'eruzione cutanea davanti alla quale si smette

I sulfamidici sono fra le classi più coinvolte nelle reazioni cutanee gravi: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, DRESS. Sono rare, ma la finestra in cui si decide si misura in ore. Si sospende il farmaco e si cerca assistenza se compare:

  • un'eruzione che si estende rapidamente, con bolle o distacco della pelle;
  • erosioni o afte su labbra, bocca, occhi, genitali;
  • febbre, malessere intenso o gonfiore del volto insieme al rash;
  • pelle dolente al tatto, più che pruriginosa.

Un'eruzione comparsa durante un ciclo di cotrimossazolo non si tiene d'occhio per due giorni: si telefona subito. E non si riprende il farmaco «per verificare» dopo una reazione di questo tipo, perché la riesposizione è peggiore della prima volta. Chi è allergico ai sulfamidici antibatterici o al trimetoprim non deve assumerlo.

Chi non deve prenderlo

  • Allergia nota a sulfamidici o trimetoprim.
  • Danno epatico grave; insufficienza renale grave senza possibilità di monitoraggio.
  • Anemia megaloblastica da carenza di folati.
  • Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, per il rischio di emolisi.
  • Neonati sotto le sei settimane di vita.
  • Gravidanza, in particolare nel primo trimestre per l'antagonismo dei folati e nelle ultime settimane per il rischio di ittero nucleare nel neonato; allattamento di neonati prematuri o itterici.
  • Porfiria.

Cautela, e controlli più ravvicinati, negli anziani, in chi assume diuretici e in chi ha una carenza di folati per malassorbimento, alcolismo o terapia antiepilettica.

Effetti indesiderati, e due valori che ingannano

I più frequenti sono nausea, vomito, inappetenza e rash. Compaiono poi, più raramente, iponatriemia, fotosensibilità — durante il ciclo si evitano lampade e sole diretto, con protezione alta se si esce — e alterazioni ematologiche come leucopenia, trombocitopenia e anemia megaloblastica, soprattutto nei cicli prolungati: febbre, mal di gola, lividi o piccole emorragie puntiformi inattese vanno riferiti subito. Rarissime la meningite asettica e l'ipoglicemia. Una diarrea con sangue o muco, durante o dopo il ciclo, fa pensare a una colite da Clostridioides difficile e non si tratta con antidiarroici presi da soli.

Due risultati di laboratorio meritano una spiegazione, perché generano allarmi evitabili e, a volte, mancati allarmi.

  • Potassio alto. Il trimetoprim riduce l'escrezione renale di potassio. Negli anziani e in chi assume ACE-inibitori, sartani, spironolattone o integratori di potassio l'iperpotassiemia è una complicanza concreta, non teorica: nei cicli lunghi si controlla.
  • Creatinina in salita. Il trimetoprim blocca la secrezione tubulare della creatinina, quindi il valore può aumentare senza che il rene stia peggiorando. L'interpretazione spetta al medico; non è un motivo per sospendere da soli, né per ignorare il dato.

Nei cicli lunghi il medico può prescrivere acido folico o folinato di calcio. Non è un'integrazione da decidere in autonomia: nella polmonite da Pneumocystis la questione è discussa e la scelta appartiene allo specialista.

Farmaci da non associare senza controllo

Farmaco Che cosa può accadere Che cosa si fa
Warfarin e altri antagonisti della vitamina K aumento dell'INR e del rischio emorragico controllo ravvicinato dell'INR; spesso si preferisce un altro antibiotico
Metotrexato tossicità midollare, per spiazzamento dal legame proteico e doppio antagonismo dei folati associazione da evitare
ACE-inibitori, sartani, spironolattone, sali di potassio iperpotassiemia dosaggio del potassio, prudenza negli anziani
Sulfaniluree, repaglinide ipoglicemia automonitoraggio glicemico più frequente
Fenitoina aumento dei livelli plasmatici e della sedazione valutazione dei livelli da parte del medico
Ciclosporina, digossina peggioramento della funzione renale; livelli di digossina più alti nell'anziano controlli di funzione renale e dei livelli

L'elenco non è completo: davanti a una terapia cronica conviene mostrare al medico la lista di tutto ciò che si prende, integratori di potassio compresi.

Confezioni, ricetta e spesa

Nell'adulto la grammatura abituale è 960 mg, cioè 800 mg di sulfametossazolo e 160 mg di trimetoprim: è il Bactrim forte. La confezione da 400/80 mg resta per le dosi frazionate e per i bambini, insieme allo sciroppo.

È un medicinale con obbligo di ricetta e si acquista in farmacia. In fascia A la spesa è a carico del Servizio sanitario, con il ticket eventualmente previsto dalla Regione. Le altre molecole stanno nelle pagine su candidosi e cistiti ricorrenti e sulle infezioni sessualmente trasmissibili: fra le prime c'è per esempio la ciprofloxacina, usata in alcune infezioni urinarie complicate, e la scheda dell'amoxicillina, che agisce su bersagli diversi.

Un'ultima nota clinica, perché al banco capita spesso. Quando il bruciore, l'urgenza e il dolore ai rapporti continuano mentre le urinocolture tornano negative, il problema non è più infettivo e un altro ciclo di antibiotico non lo risolve: in quei casi conviene far valutare il dolore sessuale e il vaginismo, che hanno percorsi di cura propri. Le informazioni di questa pagina seguono il riassunto delle caratteristiche del prodotto del cotrimossazolo e le schede pubbliche di AIFA sui farmaci antibiotici; dosi e durate definitive sono quelle della sua ricetta.

Quante compresse servono per un ciclo

È il calcolo che evita sia l’avanzo sia la cura interrotta a metà. Una cistite non complicata si tratta per tre giorni, due compresse al giorno: sei compresse in tutto. Le cure più lunghe, quelle che il medico imposta per una o due settimane, arrivano a ventotto compresse. Le profilassi prolungate le decide lo specialista: il cotrimossazolo non è un farmaco da tenere in casa per ogni evenienza, e le confezioni avanzate finiscono per essere usate male.

Che cosa deve riportare la prescrizione

Il dosaggio e il numero di confezioni, perché gli schemi brevi e quelli di profilassi consumano quantità molto diverse. Senza quei dati il farmacista non può dispensare la confezione corretta.

Fonti di questa scheda

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Dosi, durata, controindicazioni, interazioni e la soglia dell'eruzione cutanea davanti alla quale si sospende vengono dal riassunto delle caratteristiche del prodotto del cotrimossazolo, consultabile nella banca dati dei medicinali AIFA insieme alle confezioni e alla fascia di rimborso indicate, verificate a ottobre 2026. La regola di partire dall'urinocoltura prima della prescrizione segue le raccomandazioni sull'uso prudente degli antibiotici nelle infezioni urinarie, richiamate anche dal Ministero della Salute. Per i sintomi delle infezioni urinarie e per la differenza fra cistite e pielonefrite il riferimento divulgativo è il portale ISSalute dell'Istituto Superiore di Sanità. Il rapporto fra beneficio e rischio, nel singolo caso, lo pesa chi ha visitato.

Domande frequenti

Il Bactrim è un antibiotico?

Sì: è l'associazione di due antibatterici, sulfametossazolo e trimetoprim, che insieme prendono il nome di cotrimossazolo. Non appartiene né alle penicilline né ai chinoloni, quindi non è un sostituto di quelle classi e non si scambia con loro. Non ha alcun effetto su virus e funghi.

Che differenza c'è tra Bactrim e Bactrim forte?

È la quantità di principio attivo per compressa. La formulazione «forte» contiene 160 mg di trimetoprim e 800 mg di sulfametossazolo, cioè i 960 mg complessivi di cui parla questa scheda; la compressa non forte ne contiene la metà, 480 mg in tutto. Esiste anche uno sciroppo, usato in pediatria con dosi calcolate sul peso.

Si può bere alcol durante la terapia?

Il cotrimossazolo non provoca la reazione acuta tipo disulfiram descritta per il metronidazolo, quindi un bicchiere non è un'emergenza. Resta sconsigliato: l'alcol peggiora nausea e disidratazione proprio mentre serve bere di più, e il consumo abituale riduce le riserve di folati, già messe alla prova dal farmaco.

Serve per il mal di gola da streptococco?

No, non è la scelta corretta: per la faringotonsillite streptococcica l'obiettivo è eradicare il germe e prevenire le complicanze reumatiche, e il cotrimossazolo non è indicato con questa finalità. In quel caso si usano altre classi, in genere una penicillina. Un mal di gola senza tampone né criteri clinici, poi, nella maggior parte dei casi è virale.

Quanto tempo serve perché una cistite migliori?

Quando il germe è sensibile, bruciore e urgenza iniziano a ridursi entro 24-48 ore. Se dopo due giorni non cambia nulla, o se compaiono febbre, brividi e dolore al fianco, bisogna contattare il medico: possono indicare che l'infezione ha raggiunto il rene, una situazione che richiede una valutazione rapida.

Posso usare una confezione avanzata da un ciclo precedente?

No, per tre ragioni: la quantità residua non basta quasi mai a completare un ciclo corretto, la data di scadenza va verificata, e soprattutto il germe di questo episodio può essere diverso da quello di allora. Nelle infezioni urinarie che si ripetono la decisione si prende su un'urinocoltura nuova, non sulla memoria dell'ultima volta.

Scheda di Bactrim compresse: a cosa serve, dosi e avvertenze rivista dalla Dott.ssa Claudia Cardinali, psicologa e sessuologa clinica, il .

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